...in caso di emorroidi

...in caso di emorroidi


Le emorroidi sono delle strutture anatomiche che si hanno fin dalla nascita: sono dei cuscinetti artero-venosi presenti nel canale anale già nel feto.

Le emorroidi si dividono in:

  1. interne, sopra la linea pettinata;
  2. esterne, al di sotto della linea pettinata.

Le emorroidi sono importanti per completare la continenza dei liquidi e dei gas: si gonfiano e si sgonfiano attraverso l'afflusso e il deflusso del sangue.

La patologia emorroidaria

Per lungo tempo la patologia emorroidaria è stata considerata come una malattia delle vene e delle arterie che arrivano alle emorroidi. Una malattia causata dall'aumento della pressione venosa determinata da sforzi prolungati per andare di corpo e favorita da un cedimento delle pareti vascolari.

Secondo una nuova teoria, questa malattia è causata dal cedimento (caduta) dei tessuti che reggono la mucosa del retto.

La malattia delle emorroidi non è altro che uno scivolamento verso il basso di una parte del rivestimento del canale anale. La mucosa rettale scivola verso il basso spingendo verso l'esterno le emorroidi interne, che a loro volta spingono fuori le emorroidi esterne.

Sembra che almeno una volta nella vita tutti abbiano una crisi emorroidaria; in particolare si stima che la malattia, nelle sue diverse manifestazioni, riguardi mediamente un adulto su tre, con un importante aumento nella fascia d'età oltre i 40 anni.

La patologia peggiora con il passare del tempo e, in base alla sede e alle dimensioni del cedimento della mucosa rettale, viene classificata in quattro gradi:

  1. Quando si va di corpo le emorroidi scivolano all'interno del canale anale e l'unico sintomo è il sanguinamento.
  2. Le emorroidi fuoriescono (prolassano) dall'ano quando si va di corpo, ma ritornano spontaneamente nella loro posizione iniziale. Il paziente avverte una sensazione di ?corpo estraneo? anale che scompare una volta che ha finito di espellere le feci.
  3. Le emorroidi fuoriescono dall'ano quando si va di corpo. Il paziente le rimetterà nella loro posizione iniziale manualmente.
  4. Le emorroidi fuoriescono indipendentemente dalla espulsione delle feci, anche per un qualsiasi sforzo (tosse, sollevamento pesi).

 

La diagnosi


La diagnosi si basa essenzialmente sui seguenti sintomi:

  • sanguinamento
  • fuoriuscita delle emorroidi (prolasso)
  • senso di fastidio anale
  • perdita di muco
  • talvolta dolore, se esistono complicanze (come ad esempio, la trombosi emorroidaria)



L'unico modo per stabilire esattamente se un paziente ha la malattia emorroidaria e il grado della stessa è quello di sottoporsi ad una anoscopia.

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Terapie


La malattia emorroidaria può essere curata solo con intervento chirurgico quando il paziente ha un:

  1. II grado fortemente sanguinante, cioè tale da provocare l'anemia del paziente;
  2. III grado;
  3. IV grado.

Ci sono due tipi di intervento chirurgico:

  1. l'emorroidectomia tradizionale, secondo la Tecnica di Milligan & Morgan;
  2. l'emorroidopessi o prolassectomia, secondo la nuova tecnica di Longo.

Emorroidectomia

L'intervento di emorroidectomia tradizionale consiste nel togliere le emorroidi e le rispettive ferite vengono lasciate aperte e fatte guarire spontaneamente nel giro di alcune settimane. Questa tecnica può essere eseguita utilizzando diversi strumenti chirurgici quali: bisturi, bisturi elettrico o laser.

Emorroidopessi (o Prolassectomia)

La malattia emorroidaria è causata dal cedimento (prolasso) che fa scivolare esternamente le emorroidi. Il presupposto di questa nuova tecnica è quello di non toccare le emorroidi in quanto hanno una funzione di completamento della continenza andando però a togliere il prolasso mucoso che è la vera causa della malattia. Così le emorroidi vengono semplicemente riportate nella loro sede anatomica naturale.