...in caso di stipsi

...in caso di stipsi


La stipsi non è un disturbo congenito o costituzionale, ma può essere causato da diversi fattori, ognuno dei quali prevede una terapia adeguata.

I pazienti che non riescono ad andare di corpo normalmente accusano i seguenti sintomi:
  1. riescono ad andare di corpo solo dopo aver usato lassativi o clisteri;
  2. devono aiutarsi usando le dita;
  3. devono ?spingere? e stare molto tempo sulla tazza del bagno;
  4. hanno la sensazione di non riuscire a farla tutta;
  5. avvertono un dolore tra gli organi genitali e l'ano;
  6. a volte capita loro di perdere involontariamente delle feci.
E' importante verificare la consistenza delle feci. Queste possono essere:
  1. normali, morbide e di forma cilindrica;
  2. dure, di piccole dimensioni e difficili da espellere;
  3. molto morbide, quasi liquide.
Se si hanno le feci dure, la stitichezza si può curare migliorando l'alimentazione. Bisogna seguire per almeno tre mesi una dieta ricca di fibre (300 gr. al giorno tra verdure e frutta) e acqua (circa 2 litri al giorno).

Se un paziente ha feci normali ma non riesce ad andare di corpo senza l'aiuto di supporti esterni (lassativi, clisteri e manovre manuali) è necessario procedere ad una visita.
L'uso prolungato dei lassativi, infatti, provoca problemi di disidratazione, soprattutto nelle persone più anziane. A lungo andare, i lassativi possono compromettere il funzionamento dell'intestino e portare alla formazione di malattie quali la melanosi.

Inoltre, in questi casi, un esame radiografico eseguito durante l'espulsione delle feci porta spesso a diagnosticare una sindrome da ostruita defecazione, un tipo di disturbo che richiede un intervento adeguato.

La Sindrome da Ostruita Defecazione (ODS)

La Sindrome da Ostruita Defecazione (ODS) si verifica quando si crea un'ostruzione nell'ultima parte dell'intestino che impedisce la normale espulsione delle feci.
Con il passare degli anni, la muscolatura del retto si indebolisce e si sfianca, dilatando la parte dell'intestino dove passano le feci prima di essere evacuate dall'ampolla rettale.
Al tempo stesso la mucosa del retto perde il sostegno che la fissa alla parete muscolare e tende a scendere verso il basso, si crea così un prolasso che ostruisce il canale anale.



Durante l'evacuazione delle feci si verifica:
  1. un cedimento del retto su sé stesso (freccia 1);
  2. e/o un insaccamento delle feci (freccia 2): è come se fossero intrappolate in una sacca.


Una possibile soluzione

Se la situazione è quella appena descritta bisognerà togliere chirurgicamente questa parte di retto usando una tecnica appositamente studiata per ottenere un passaggio nuovamente libero per le feci.



La procedura S.T.A.R.R., praticata nei casi di ostruzione meccanica del retto, consente di:
  • asportare i tessuti che ostacolano la defecazione rimuovendoli attraverso l'ano, senza incisioni chirurgiche
  • ricostruire un retto anatomicamente normale.
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L'operazione dura 20-30 minuti e non necessita di anestesia generale. Si tratta di un intervento poco invasivo, efficace e sicuro.
Il paziente non è obbligato ad interrompere l'alimentazione e in pochi giorni può riprendere le sue normali attività.
L'operazione non comporta rischi. Le complicazioni più comuni sono date dall'urgenza defecatoria e da leggere emorragie.

Il post-intervento

Dopo l'intervento, nel 70% dei casi, i pazienti accusano un lieve e breve dolore, che viene immediatamente controllato con una bustina di antidolorifico.

In un 20% dei casi, poi, si presenta la necessità di andare in bagno rapidamente e frequentemente. L'impellenza scompare in un periodo di tempo da uno a sei mesi.

Il paziente può, in ogni caso, ritornare alle sue normali attività dopo circa una settimana dall'intervento.