Carne rossa: fa male davvero?

Mangiare carne rossa fa davvero così male come sentiamo spesso ripetere dai media e dai nutrizionisti? Ecco cosa dicono alcune ricerche in merito.

Uno studio condotto dalla Harvard University analizzò ben 110mila persone per 28 anni per verificare l’impatto che il consumo di carne rossa aveva sul loro stato di salute. Il risultato? Mangiare carne rossa tre volte al giorno aumenta del 13% le probabilità di morire e le probabilità salgono al 20% se nella carne rossa sono compresi pancetta, salame o altri.

Al contrario le probabilità di morte scendono del 7-9% se nella dieta si sostituisce la carne con pesce, noci, carni bianche, cereali integrali e latticini magri. In altre parole, spiegano i ricercatori, se si vuole vivere più a lungo sarebbe meglio non mangiare carne rossa tutti i giorni.

Alcune ricerche hanno anche dimostrato, però, che non tutta la carne rossa è uguale. La carne di mucca che non è stata nutrita con mais ma al pascolo ha una maggiore quantità di grassi buoni e di omega-3. E non bisogna dimenticare i vantaggi nutrizionali della carne rossa, ricca di ferro e vitamina B12, zinco (che aiuta il sistema immunitario).

Quali tagli preferire? La bistecca di manzo, le braciole di agnello, filetto di maiale o controfiletto. Attenzione anche a non mangiare carne cotta alla grigliatroppo spesso e a compensare una cena a base di carne con tanta verdura.